Artista eremita
Da oltre venticinque anni porto avanti una ricerca fondata sul rapporto diretto con la materia.
Ciò che all’inizio era un gesto privato, quasi silenzioso, è diventato negli anni una missione di vita.
Legno, ferro, pietra e marmo non sono per me semplici materiali, ma presenze vive da ascoltare, attraversare e trasformare.
Ogni opera nasce da un lavoro lento, manuale, irripetibile. Non esiste replica, non esiste serialità: ogni intervento accade una sola volta, nel tempo necessario alla materia e alla mano.
La mia ricerca prende forma in uno spazio di ritiro, silenzio e permanenza, dove arte e vita non sono separate.
L’esperienza umana entra nell’opera senza diventare racconto. La sofferenza, la memoria, il tempo e la presenza non vengono rappresentati: si depositano nella materia.
Anche la scrittura nasce dallo stesso processo. Non spiega l’opera, non l’accompagna dall’esterno: ne condivide il peso e ne testimonia l’origine.
Attraverso il Matericismo, idea e materia si incontrano senza gerarchie: a volte il progetto precede l’opera, altre volte è la materia a suggerire la forma.